Aldo Sabatini Vocal Coach, logo
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Lucio Battisti sapeva cantare oppure no? È la domanda sbagliata. Quella giusta è: cosa significa davvero “cantare bene”?

Il mito della perfezione tecnica

Nel canto moderno la perfezione tecnica assoluta non esiste come valore univoco: esistono moltissime scuole di pensiero diverse. E anche cantando in modo inappuntabile dal punto di vista didattico o formale, ci sarà sempre qualcuno a cui la tua voce non piacerà. Inseguire un consenso unanime è una battaglia persa in partenza.

Il rischio di perdere l’umanità

Cercare a tutti i costi la perfezione esecutiva può sterilizzare la voce, privandola di empatia, calore e umanità. Il binomio Battisti-Mogol lo dimostra bene: come mi ha fatto notare una volta un professore di italiano in una conversazione, la figura e l’espressività unica di Battisti sono state fondamentali quanto i testi di Mogol nel costruire un pezzo di storia della musica italiana.

Cosa succede quando ci prova l’intelligenza artificiale

A una festa di paese ho ascoltato un brano di Battisti riarrangiato e cantato dall’intelligenza artificiale. Estensione pazzesca, intonazione impeccabile — e il risultato era comunque, con tutta onestà, pessimo. Perché? Perché era del tutto privo di autenticità, di imperfezione reale, di vissuto interiore. Tecnicamente ineccepibile, umanamente vuoto.

Il vero ruolo della tecnica

Lo scopo dello studio del canto non è dimostrare quanto sei bravo: è permetterti di essere te stesso, mantenendo la salute vocale nel tempo. Il fatto che Battisti non fosse sempre perfettamente intonato, o non eseguisse gli acuti secondo le regole classiche, è esattamente ciò che ha fatto la differenza. La sua voce trasmetteva un vissuto autentico in cui l’ascoltatore poteva riconoscersi.

Un monito su come giudichiamo la musica

Chi giudica i cantanti fermandosi solo alla forma tecnica rischia di preferire una musica sterile e meccanica. Il mio augurio è continuare a valorizzare e ascoltare artisti veri e imperfetti come Lucio Battisti — capaci di emozionare — invece del “buon gusto” sintetico di un’intelligenza artificiale.

Guarda il video per il ragionamento completo:

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