Bruce Dickinson, storico frontman degli Iron Maiden, ha una vocalità naturalmente proiettata verso il registro acuto e medio-alto. Vediamo cosa la rende così riconoscibile e come può avvicinarsi il suo repertorio anche chi non ha la sua stessa estensione.
Le caratteristiche tecniche della sua voce
Il suono di Dickinson si costruisce su alcuni elementi ricorrenti: un vibrato regolare e marcato, alternato a note tenute ferme, e un uso ampio del belting, spesso alleggerito e indirizzato verso le risonanze alte per ottenere quel timbro acido e penetrante che lo contraddistingue. Per le note più estreme, come il Sol5, ricorre a un falsetto rinforzato e ben sostenuto, non un falsetto debole o “soffiato”.
Perché canta ancora nelle tonalità originali
Dickinson mantiene tutt’ora le tonalità originali dei brani storici della sua carriera. Il timbro e la qualità del suono sono naturalmente cambiati rispetto agli esordi, ma l’impostazione tecnica di base gli permette ancora oggi di reggere un repertorio scritto per una voce molto acuta.
E se la tua voce è naturalmente più grave?
Un baritono può comunque interpretare questi brani, ma cambiando approccio invece di forzare l’originale. Le strade che funzionano meglio sono il mix dumping o i falsetti compressi abbinati a distorsioni vocali: permettono di avvicinarsi al colore del brano senza inseguire un’estensione che non è la propria.
La regola che non cambia mai
Qualsiasi distorsione vocale – che sia per cantare Dickinson o chiunque altro – va sempre applicata partendo da un suono leggero e ben gestito. Distorcere una voce già sforzata alla base è la strada più diretta per affaticarla inutilmente.
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